Rischi

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IL RISCHIO DI PERDITA DEL CAPITALE

La disciplina italiana sull’equity crowdfunding consente di sottoscrivere soltanto strumenti di capitale. Tali investimenti sono tra i più rischiosi, perché quando si acquistano “titoli di capitale” si diventa soci delle società offerenti e si partecipa per intero al rischio economico che caratterizza tutte le iniziative imprenditoriali, il che implica la possibilità per gli investitori di perdere l’intero capitale investito.
Per tale ragione è opportuno investire solamente le somme per le quali si ritiene di poter sostenere la totale perdita.

IL RISCHIO DI ILLIQUIDITÀ

Cos’è la liquidità di uno strumento finanziario?
La liquidità di uno strumento finanziario consiste nella sua capacità a trasformarsi prontamente in moneta senza perdita di valore.
I titoli negoziati sui “mercati regolamentati” (ad esempio, la Borsa Italiana) sono più liquidi dei titoli non trattati su tali mercati. Ciò accade perché la domanda e l'offerta di titoli vengono convogliate in gran parte sui mercati regolamentati; quindi i prezzi rilevati in quel contesto, sono considerati indicatori più affidabili dell'effettivo valore degli strumenti finanziari.
Quando invece gli strumenti finanziari non sono negoziati in mercati regolamentati, può risultare difficoltoso o impossibile liquidarli o comprenderne il valore effettivo: questi strumenti finanziari sono più “illiquidi” e, pertanto, è più difficile venderli in tempi rapidi e ad un prezzo che rispecchi effettivamente il loro valore.

LIQUIDITÀ E CROWDFUNDING.

Chi compra strumenti finanziari attraverso il crowdfunding deve essere consapevole del fatto che, accanto al rischio di perdita dell’intero capitale investito, vi è anche il rischio di "illiquidità", collegato sia al divieto per un primo periodo di essere scambiati su mercati organizzati e sia al fatto che - almeno inizialmente - non esiste un c.d. "mercato secondario" organizzato sul quale è possibile effettuare gli scambi una volta che gli strumenti sono stati sottoscritti tramite l’intestazione diretta di cui all’articolo 2470, II comma c.c.. Resta ferma la possibilità di effettuare la compravendita fra privati, nel rispetto delle norme stabilite per i singoli casi, sostenendone i relativi costi.